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edizioni precedenti del premio gd’a

lunedì, 5 aprile 2010

Il Premio Giovani Danz’Autori è un progetto nato in Emilia Romagna nel 2005 dall’esperienza sulla giovane danza dell’Associazione Cantieri di Ravenna.
Dal 2007 è divenuto un progetto di Anticorpi - Rete di rassegne, festival e residenze creative dell’Emilia Romagna (www.anticorpi.org).
Il Progetto, oggi, si svolge anche in altre regioni italiane, come azione Network Anticorpi XL, il primo network indipendente italiano dedicato alla giovane danza d’autore ed è riconosciuto da tutti i partner come strumento indispensabile per la formazione e per la crescita artistica dei gruppi giovani.

PREMIO GIOVANI DANZ’AUTORI EMILIA ROMAGNA 2011

Prima fase:
Elena Giacchetta
Vera Michela Suprani: Teatro Deluxe
Paola Ponti
Cinzia Pietribiasi
Francesca Burzacchini
Francesca Antonino: Compagnia Dadi
Lucia Palladino
Serena Zanconato-Rajan Craveri: Spazio Micron
Soledad Garrido-Elisa Tamagnini-Michela Gabellini: Compagnia Gataga
: Mind The Gap!
Monica Pasquinelli: Leinsosachisonoio
Vania Bertozzi
Carla Rizzu: Nervi Tesi

Elvio Assuncao

Semifinalisti:
Vera Michela Suprani: Teatro Deluxe
Paola Ponti
Francesca Burzacchini
Francesca Antonino: Compagnia Dadi
Lucia Palladino
Antonio Rinaldi: Mind The Gap!
Michela Minguzzi

Finalisti:
Michela Minguzzi
Lucia Palladino
Paola Ponti
Francesca Burzacchini

Borse di studio:
Vania Bertozzi
Elena Giacchetta

Vincitore Premio Giovani Danz’Autori Emilia Romagna 2011:
Michela Minguzzi

Commissione di Valutazione
Paolo Brancalion – responsabile org. Teatro Dimora-L’arboreto di Mondaino
Lucia Oliva critico di danza per Altre Velocità
, Direttore Teatro Comunale di Ferrara
Pietro Mazzotta direttore di TIR Danza

Giuria
Anna Lea Antolini – Consulente per la Promozione Danza Fondazione RomaEuropa,
Gemma Di Tullio – Responsabile Programmazione Danza Teatro Pubblico Pugliese,
– Direttore di AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali,
– Direttrice Artistica del Festival Danza Interplay Torino,
Andrea Nanni – Direttore Artistico di Armunia – Castiglioncello,
Roberto De Lellis – Responsabile della programmazione di Aterdanza,
Linda Di Pietro –Festival Es.Terni, membro della direzione artistica
Gisberto Morselli – Consulente Danza Fondazione Teatro Comunale Ferrara
Pier Giacomo Cirella – Responsabile della programmazione danza per Arteven

LUNGO IL FILO DEGLI INCONTRI

martedì, 29 dicembre 2009

Lungo il filo degli incontri
Conversazione con Giannalberto De Filippis di

L’italiano Giannalberto De Filippis e l’israeliana Michal Mualem si sono incontrati a Berlino nel 2004. Da allora lavorano insieme come danzatori e coreografi. A Ravenna presentano l’anteprima del loro ultimo lavoro, con un titolo a sorpresa.

Quale è la vostra formazione?

GIANNALBERTO DE FILIPPIS: Ho iniziato a praticare arti marziali e poi mi sono avvicinato alla danza classica e moderna. Ho studiato a Londra e lavorato in Svizzera e Germania. Michal, da piccola, ha fatto nove anni di ginnastica artistica a livello agonistico. Poi ha iniziato lo studio della danza in alcuni centri israeliani e in particolare ha lavorato con Liat Dror Nir Ben Gal & Company e Noa Dar. Sei anni fa è entrata a far parte della compagnia Sasha Waltz. Michal e io ci siamo incontrati proprio a Berlino, in occasione del progetto preparatorio alla produzioneInside Out di Sasha Waltz. Abbiamo iniziato a collaborare nel 2004, prima come insegnanti e in seguito come interpreti-coreografi.

Quali sono stati i lavori creati insieme?

G.D.F.: La prima creazione In Between è un duetto del 2005, presentato a Londra, Praga e Losanna, oltre ad alcune città in Israele. Nel 2006 abbiamo creato Here and Not, insieme a un terzo danzatore. Il lavoro che presentiamo a Ravenna, in anteprima, è la nostra ultima produzione. Il processo creativo è stato piuttosto frammentario e al momento non esiste nemmeno un vero e proprio titolo. In origine era Here Somewhere, poi è stato modificato in corso d’opera.

Qual è stata l’intuizione iniziale, e come si è evoluto il vostro progetto?

G.D.F.: Inizialmente si pensava a un trio composto da due donne e un uomo, poi lo si è immaginato piuttosto come un quartetto. Purtroppo una danzatrice, Claudia, si è infortunata e il percorso ha cambiato struttura, fino ad arrivare a oggi, in cui si è tornati a due uomini e due donne. La coreografia ha avuto uno sviluppo accidentato, sia a livello fisico che emotivo, ma in realtà questo non ci ha influenzato negativamente. Il ruolo di Claudia, dopo l’incidente al ginocchio, si è leggermente modificato, ma lo stesso limite fisico è entrato nel processo creativo, diventando parte integrante del lavoro. La tematica portante riguarda i limiti dettati da una condizione fisica o di relazione. Si tratta di un filo conduttore che appartiene alla vita. Un filo che incontra nodi e difficoltà. Un filo che guida e a volte trascina.

Esiste una relazione tra quest’ultima creazione e le due precedenti?

G.D.F.In BetweenHere and Not sono spettacoli nati da quello che io e Michal abbiamo vissuto, da quello che è stato tra di noi in un primo tempo e da quella che si è verificata essere la nostra condizione di vita, sempre in viaggio, sempre in luoghi diversi. In quest’ultimo lavoro, oltre a scrutare l’esterno, continuiamo a guardare dentro noi stessi. Anche in questo caso, siamo partiti da dove siamo ora. In un certo senso abbiamo iniziato a lavorare in duetto, per poi intraprendere un dialogo con altre persone, con cui confrontarci costantemente.

Presentate questo lavoro all’interno di un Concorso per Giovani Danz’Autori. Vi riconoscete in questa categoria?

G.D.F.: Io ho trentatre anni e Michal trentadue, e il nostro percorso coreografico è nato all’incirca due anni e mezzo fa, per cui in questo senso ci sentiamo giovani. Inoltre non siamo una compagnia finanziata e non abbiamo ancora fatto alcuna esperienza di residenza creativa. Pensiamo di poter e voler ancora crescere.

Tu hai avuto una parte di formazione e diverse esperienze professionali all’estero. Michal è israeliana e lavora anche a Berlino. Come mai questa scelta di lavorare in Italia?

G.D.F.: Le mie radici sono italiane e ho voluto riportare qui l’esperienza fatta altrove. Stiamo provando a costruire un percorso in Italia, anche se non tralasciamo le relazioni con l’estero. L’esigenza di uno scambio continuo è molto forte, per poter crescere come danzatori e come coreografi. La scena israeliana, inoltre, è molto vivace e per questo proveremo proprio a lavorare tra Italia e Israele.